top of page

Il  Teatro, il luogo dove nascono
le occasioni

Siamo lieti di darvi il benvenuto al nostro Laboratorio Intergenerazionale

"Una volta a settimana spegniamo lo smartphone e accendiamo i nonni!"

Mani-nonno-nipote.jpg

Cos'è la "Palafitta sulle strane maree"?

Il laboratorio è rivolto ad anziani e bambini, ed ha l'intento di far vivere ad entrambi un’esperienza di vero “teatro”, drammatizzando e facendo interpretare i racconti degli anziani ai bambini e viceversa al fine di aprire al massimo i canali comunicativi finalizzando l’esperienza alla “comprensione dell’altro attraverso l’interpretazione dell’altro”. Riscoprire un’identità nel gioco delle parti attraverso il teatro: sotto le luci del palcoscenico, avendo l’opportunità di esprimersi liberamente senza dover affrontare dinamiche troppo strettamente “attoriali” d’interpretazione o di rappresentazione di un testo, quasi in un altro spazio-tempo, lontano dal proprio vissuto. I tutor condurranno i partecipanti in un viaggio dove potranno re-interpretare sé stessi: se stessi da giovani, se stessi da adulti o da anziani.

Il “teatro dei ricordi” potrebbe insegnare al presente qualcosa che prescinde dal momento storico.

Spesso si guarda al passato come qualcosa da respingere e da rinnegare; la società contemporanea è proiettata al futuro, da agguantare d’un fiato, senza stare troppo a preoccuparsi come vivere il presente, senza il bisogno di comprenderlo: eppure temi universali come amore, odio, rivalità e amicizia appartengono ad ogni epoca, dunque capaci di essere trattati da giovani e da anziani.

Ecco allora che l’opportunità di ascoltare una storia di adolescenti raccontata da un gruppo di anziani può essere un espediente per far dialogare generazioni distanti, o banalmente per scoprire qualcosa di più dei nostri “Nonni”, dei quali troppo spesso si ignora l’esperienza associandola a qualcosa di superato e desueto, e ai quali di certo nessuno più domanda con curiosità di argomenti quali amore e amicizia o contrasti.

Il teatro, inteso come luogo, diventa il dove in cui più generazioni s’incontrano e condividono le proprie esperienze; si pensi ad esempio a: “... c’era una volta una dolce bimbetta, solo a vederla le volevan tutti bene, e specialmente la nonna che ...”. Eh già! Le fiabe, le favole e le filastrocche altro non sono che delle antiche forme di racconto orale, e quando anche siano tramandate in forma scritta, esercitano la loro funzione solo se dette a voce, come per le opere teatrali.

Le fiabe sono rivolte ai bambini, ma il raccontarle è un compito da adulti. Chi di noi adulti non si è mai cimentato in questa prova? Quali strategie abbiamo attuato per rendere efficace il racconto? Per raccontare una favola non è necessario un attore: basta essere nonni, genitori, zii, amici, insomma basta essere delle persone (…e guai a pensarla cosa facile! Sigh!).

Ma quello che è assolutamente normale quando siamo soli con i bambini nella loro stanza prima di andare a dormire, smette di esserlo quando nella stanza sono presenti altri adulti. Fino a diventare assolutamente imbarazzante quando dovessimo cimentarci nel medesimo racconto ma in un ambiente diverso da quello rassicurante della nostra casa. Quello che prima avveniva naturalmente ora ha bisogno di essere organizzato, preparato, provato… ed è proprio così che nascono gli spettacoli.
Così una barzelletta diventa uno spettacolo di varietà, e la paura una tragedia greca.

E una favola cosa diventa? Uno spettacolo per bambini? Nel nostro caso qualcosa di più: diventa un luogo, dove una generazione s’interroga e si ingegna su come comunicare con un’altra generazione. Il tutto semplicemente cercando di raccontare una favola. La più conosciuta di tutte. La favola di una bambina che per diventare grande affronta un lungo percorso nel bosco.

Nel teatro, con le sue tecniche, con il suo spazio e il suo tempo, e tutte le sue regole. Ciascun partecipante è chiamato a portare il proprio "patrimonio" di vita vissuta, di esperienze e memorie spesso dimenticate, inespresse, poco valorizzate e talvolta rimosse o negate; un repertorio che ciascuno conserva nei meandri recondidi della memoria e che, se stimolato a manifestarsi, riaffiora attraverso azione, parole, sensazioni e immagini estremamente nitide e precise, anche a distanza di molti anni. Il tutto avviene in azione, come il fare teatro esige, e l'essere attore, cioè persona che agisce, implica.

In tal modo, la rete di pregiudizi che circonda la figura sociale dell'anziano e la stessa immagine che l'anziano ha di sé come di un non più protagonista, viene consapevolmente messa in discussione, per giungere ad una profonda presa di coscienza della propria individualità, al recupero delle facoltà personali atrofizzate dall'ambiente sociale, al riconoscimento di un possibile rapporto tra individuo, gruppo e territorio, alla scoperta del bisogno di esprimersi oltre le forme imposte e stereotipate.

E i bambini? I bambini non avendo “esperienza di vita vissuta”, metteranno il loro contributo attraverso la fantasia, come si immagineranno da adulti, da anziani? Ce lo racconteranno e vedranno rappresentate le loro fantasie dai loro colleghi anziani.

Il Laboratorio non prevede pertanto la messa in scena "ridotta" di testi drammatici d'autore, spesso distanti ed estranei, né la generica animazione ricreativa e d'evasione, ma, trattando temi importanti e prossimi alle persone coinvolte, ne prevede un’elaborazione creativa, utilizzando il linguaggio teatrale perseguendo come obbiettivo secondario – ma non meno importante - avviando le nuove generazioni ad un'educazione al teatro, attività fondamentale per il pieno sviluppo dell’individuo in quanto persona.

L'esplorazione della "memoria" e delle tecniche del "narrare" guideranno le prime fasi del lavoro del Laboratorio, dando forma, con il susseguirsi degli incontri, ad un evento teatrale che ri-componendo le zone di memorie soggettive in un racconto comune, proporrà la lettura di un pezzo di storia attraverso le metafore costruite all'interno delle microstorie. I giochi dell'infanzia, i balli della giovinezza, l'esperienza della guerra, le feste e le tradizioni popolari, il mondo del lavoro, gli anziani nella famiglia e nella società contemporanea: questi ed altri saranno gli argomenti della prima fase del Laboratorio.
Il lavoro potrà poi svilupparsi nella direzione di un confronto tra generazioni: i nonni si fanno protagonisti di una fabulazione rivolta ai nipoti. La fabulazione e la successiva drammatizzazione saranno frutto di un processo creativo che raccoglierà e rielaborerà ricordi di luoghi, personaggi ed eventi appartenenti al patrimonio narrativo personale e collettivo, tradizionale e talvolta risultato di commistione di vecchio e nuovo. In tal modo si tenterà di riproporre un "gesto" antico, oggi per lo più soffocato dall'intrusione di media e social; un gesto che significa trasmissione di conoscenza: del mondo, degli altri, di se. Un gesto che educa e stimola la fantasia, la creatività e il fare insieme.

Il gesto racchiuso nell'arte del raccontare storie, l'arte che sta alle radici del teatro.

Dove e quando

Il laboratorio si svolgerà all'interno dello spazio "EcoTeatro"

della Scuola Elementare Statale -"Ferrante Aporti"

In VIA ANTONIO SERRA 91, 00191 di ROMA (RM)

dal 4 ottobre al 28 marzo, tutti i venerdì ore 16,30-17,30

ECOTEATRO.jpg

Iscrizioni

Le iscrizioni sono aperte; è possibile conoscere i dettagli del laboratorio, i giorni gli orari ed i costi inviando una mail all'indirizzo info@nirchiosportacademy.org

bottom of page